- area presente (% di progetti con metodologia appropriata)
- area non presente
- margine di incertezza (intervallo di confidenza al 95%)
- % di progetti con metodologia appropriata
- margine di incertezza della percentuale (intervallo di confidenza al 95%): più è lungo, meno la percentuale è precisa
- media di tutti i progetti
Come è stato fatto
La domanda
Quanti progetti di promozione della salute documentati in PRO.SA. utilizzano una metodologia appropriata a promuovere il ben-essere mentale delle persone a cui si rivolgono, e quanti ne utilizzano una non chiara o non ne hanno.
Chi ha valutato
La valutazione dei progetti è della dott.ssa Daria Dibitonto, nell'ambito del tirocinio pratico valutativo (TPV) post-lauream dell'Università di Torino. Revisione scientifica: dott.ssa Rita Longo, dott. Claudio Tortone e dott.ssa Alda Cosola. Elaborazione dei dati e realizzazione della pagina: dott.ssa Daria Dibitonto, dott.ssa Simonetta Lingua, dott. Silvano Santoro, dott. Claudio Tortone.
Il campione
Il campione è stato selezionato in base alla presenza dei seguenti descrittori:
- Empowerment
- Life skills
- Benessere psicofisico / salute mentale (tutte le sotto voci)
- Consumi/comportamenti a rischio (tutte le sotto voci)
- Sessualità
- Lavoro (solo benessere organizzativo)
- Partecipazione
- Inclusione
Il giudizio
Per ogni progetto la valutatrice ha assegnato un punteggio al criterio «benessere mentale, valutato attraverso la metodologia del progetto»: 2 metodologia appropriata, 1 non chiara, 0 assente. Sui progetti in prevalenza inerenti alla salute mentale e al benessere psicofisico ha applicato una griglia più ampia di sei criteri (destinatari, obiettivi, benessere, valutazione, setting, anni/equità) ai quali sono stati assegnati i valori 2 = presente, 1 = non chiaro o parziale, 0 = assente; il criterio «valutazione» è usato nel grafico dedicato.
Le metodologie appropriate
L'elenco riporta le metodologie considerate appropriate a promuovere il ben-essere mentale. Fonti: DA COMPLETARE: riferimenti bibliografici su cui si basa l'elenco.
1. Metodologie formative proattive e partecipative
- Peer Education (Educazione tra pari): coinvolge direttamente i membri di un target omogeneo (es. adolescenti, studenti) nella trasmissione di messaggi e nella facilitazione di percorsi di cambiamento dopo una specifica formazione; è appropriata perché sfrutta la comunicazione orizzontale, riduce le resistenze, aumenta l'autostima e potenzia fortemente il senso di autoefficacia e le competenze relazionali dei peer educator.
- Apprendimento cooperativo (Cooperative Learning): modalità di conduzione della didattica e dei laboratori in cui i partecipanti lavorano in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, dove il successo di ciascuno dipende da quello del gruppo; è appropriata perché stimola la cooperazione anziché la competizione, migliora il clima relazionale, riduce l'ansia sociale e sviluppa le capacità di ascolto e negoziazione.
- Giochi di ruolo (Role-Playing) e drammatizzazione: simulazione di situazioni reali o verosimili in cui i partecipanti interpretano dei ruoli, seguita da un momento di debriefing e riflessione guidata; è appropriata perché permette di sperimentare punti di vista altrui, potenzia l'empatia, migliora la gestione emotiva e offre uno spazio sicuro per allenare risposte efficaci a situazioni critiche o di conflitto.
- Problem-Solving e Decision-Making partecipativo: metodologie laboratoriali in cui il gruppo affronta problemi complessi (spesso partendo da casi reali o vissuti) analizzando le cause, generando opzioni alternative e pianificando soluzioni; è appropriata perché sviluppa il pensiero critico, la capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni e aumenta il controllo percepito sulla propria vita (locus of control interno), cardine dell'empowerment.
- Brainstorming, metodi euristici o di scoperta guidata: tecniche di generazione libera di idee guidate da un facilitatore, volte a stimolare il pensiero divergente e la partecipazione attiva senza il timore del giudizio; è appropriata perché valorizza i saperi e le risorse pregresse dei partecipanti (empowerment di comunità), accresce il senso di appartenenza al gruppo e rafforza l'autostima individuale.
- Outdoor Training e/o metodi esperienziali: attività basate sull'esperienza diretta, spesso all'aperto o attraverso prove pratiche, seguite da una fase di rielaborazione metacognitiva (debriefing); è appropriata perché porta i partecipanti fuori dalla loro "zona di comfort" in modo protetto, favorendo la coesione di gruppo, la scoperta di risorse personali inattese e la resilienza di fronte agli ostacoli.
- (Digital) Storytelling e Media Education Attiva: percorsi in cui i partecipanti non sono semplici fruitori, ma ideatori e creatori di contenuti generalmente digitali, ma anche scritti a mano o disegnati ed eventualmente riportati su file in un secondo momento (video, podcast, narrazioni multimediali) su temi legati al benessere o al disagio; è appropriata perché stimola il pensiero critico rispetto ai messaggi mediali, favorisce l'espressione del sé e permette di rielaborare vissuti emotivi complessi attraverso linguaggi vicini, ad esempio, alle generazioni più giovani.
2. Metodologie formative a mediazione artistico-espressiva
- Teatro Sociale e di Comunità: utilizza il linguaggio teatrale come mezzo di indagine personale e sociale, espressione emotiva e risoluzione dei conflitti; è appropriata perché permette di dare voce a vissuti complessi, consente di comprendere la diversità dei vissuti e favorisce l'empatia collettiva.
- Laboratori espressivi e arti visive: l'uso della pittura, della manipolazione, della fotografia o della scrittura creativa come canali non verbali per l'elaborazione e l'espressione del sé; è appropriata perché consentono di apprendere come trasformare i propri vissuti in esperienze creative, con conseguente potenziamento dell'autostima e possono contribuire a intercettare persone che faticano a verbalizzare e contenere il disagio (es. preadolescenti, persone con vissuti di isolamento).
3. Metodologie di Community Engagement e Partecipazione
- Ricerca-Azione Partecipata: i membri della comunità non sono "oggetto" di studio o di intervento, ma co-ricercatori e co-progettatori fin dalla fase di analisi dei bisogni; è appropriata perché genera un fortissimo senso di appartenenza, restituisce potere decisionale alle persone (empowerment di comunità) e contrasta l'isolamento e l'alienazione sociale.
- Azioni guidate dai giovani (Youth-Led Action): metodologia in cui i ragazzi identificano un problema che li riguarda (es. il benessere psicologico a scuola, la mancanza di spazi aggregativi) e progettano e realizzano interventi di advocacy rivolti alle istituzioni o alla cittadinanza; è appropriata perché aumenta l'autoefficacia collettiva, insegna a far valere i propri diritti e trasforma il senso di impotenza in attivismo costruttivo.
- Caffé filosofico o World Café: metodi più o meno strutturati di discussione, confronto ed eventualmente pianificazione collettiva su larga scala, che permettono a decine di persone di dialogare alla pari per trovare soluzioni a problemi comunitari; è appropriata perché promuove la coesione sociale, abbatte le gerarchie e legittima la voce di tutti i gruppi sociali, inclusi quelli marginalizzati.
I dati collegati
Come leggere i numeri
- Le percentuali descrivono questo campione, selezionato in base alle aree tematiche indicate: non si estendono all'intera banca dati PRO.SA.
- Il margine di incertezza di una percentuale si misura con l'intervallo di confidenza al 95% (metodo di Wilson): più il segmento è lungo, meno la percentuale è precisa; con pochi progetti è largo.
- I test statistici (chi quadro, Kruskal-Wallis) sono esplorativi: molti confronti, nessuna correzione per confronti multipli.
- Le relazioni mostrate sono associazioni, non rapporti di causa.
- Il giudizio è di una sola valutatrice: non è stata misurata la concordanza con un secondo valutatore.
- Le schede dei progetti sono compilate dagli operatori delle aziende sanitarie: il giudizio dipende anche da quanto la scheda documenta il progetto.
Riproducibilità
Tutti i numeri di questa pagina sono calcolati automaticamente dal foglio di valutazione e dall'estrazione della banca dati PRO.SA. Ogni frase dei titoli che afferma un risultato (per esempio «nei progetti di alimentazione la metodologia è meno appropriata») viene verificata sui dati: se i dati non la sostengono, la pagina non viene generata. DA CONFERMARE: dove sono disponibili dati e script su richiesta.